Export di piante in UE: documenti, controlli e procedure 2026
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Ornamentali: approvate le nuove linee guida per la gestione del rischio fitosanitario
Il Regolamento (UE) 2016/2031, all’articolo 91, riconosce ai vivaisti la possibilità di adottare piani di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi. Con la pubblicazione dei Documenti Tecnici Ufficiali n. 78 e n. 79 sul portale del Servizio Fitosanitario Nazionale, il settore delle produzioni ornamentali ha oggi un riferimento uniforme per costruire un sistema strutturato di prevenzione, controllo e gestione del rischio fitosanitario.
È la prima volta che vengono messe a disposizione delle imprese linee guida chiare, condivise e applicabili su tutto il territorio nazionale per la predisposizione di procedure di autocontrollo ufficiali. Un passaggio che rafforza gli standard di qualità e sanità delle produzioni e consolida la competitività delle imprese italiane sui mercati.
Due documenti, due livelli di intervento
Il Documento Tecnico Ufficiale n. 78 fornisce le linee guida per gli operatori professionali autorizzati (OPA) nella predisposizione del piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi per piante ornamentali. È lo strumento preventivo, quello che un’azienda adotta in via ordinaria per strutturare il proprio autocontrollo biologico.
Il Documento Tecnico Ufficiale n. 79 fornisce invece le linee guida per gli operatori professionali nell’elaborazione del piano efficace, da attivare in caso di sospetto o accertamento di organismi nocivi regolamentati, come previsto dall’articolo 1, lettera c) del Regolamento (UE) 2019/827. È lo strumento reattivo, pensato per gestire l’emergenza quando il rischio si materializza.
Insieme, i due documenti coprono l’intero ciclo della gestione del rischio fitosanitario: dalla prevenzione strutturale alla risposta operativa in caso di criticità.
Il percorso che ha portato ai due documenti
La particolarità di questi due DTU non sta solo nel contenuto, ma nel percorso che li ha generati. Non si tratta di un provvedimento normativo imposto dall’alto, ma del risultato di un lavoro durato mesi che ha visto ANVE, l’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori, protagonista nel coordinamento tecnico, accanto ai Servizi Fitosanitari regionali di Marche, Abruzzo, Puglia, Toscana e Sicilia e in collaborazione con AIPP, l’Associazione Italiana per la Protezione delle Piante.
Il gruppo di lavoro ha curato l’elaborazione dei testi fino alla presentazione al Comitato Fitosanitario Nazionale, istituito presso il MASAF, per poi attraversare una fase di confronto, integrazione e pubblicazione.
“Un percorso nato dall’ascolto diretto delle esigenze delle imprese, con un obiettivo preciso: mettere a disposizione del settore strumenti realmente applicabili e condivisi con le autorità fitosanitarie, non documenti teorici destinati a restare sulla carta.”
Edoardo Sciutti, agronomo, responsabile consulenza tecnica Phytoweb e supporto normativo ANVE
Per ANVE questo traguardo rappresenta insieme un punto d’arrivo e un nuovo inizio: da un lato conferma il ruolo dell’associazione come interlocutore tra imprese e autorità pubbliche, dall’altro apre la fase più concreta, quella dell’applicazione dei piani all’interno delle singole realtà aziendali.
Perché la novità interessa i vivaisti

Per molte aziende la gestione fitosanitaria è già una pratica quotidiana. La differenza è che viene richiesto un livello crescente di documentazione, tracciabilità e capacità di dimostrare le procedure adottate.
Oggi le imprese florovivaistiche hanno a disposizione uno strumento ufficiale per dimostrare la sanità delle proprie produzioni. In un mercato dove la fiducia del cliente, soprattutto nei mercati export più esigenti, si costruisce anche sulla capacità di tracciare e certificare i propri standard, avere un piano di gestione del rischio solido rappresenta conformità normativa e, insieme, una leva competitiva.
I produttori possono affidarsi a linee guida chiare per valutare lo stato fitosanitario delle proprie produzioni e per collaborare in modo più strutturato con i Servizi Fitosanitari regionali.
Cosa prevede un piano di gestione dei rischi
Per chi si troverà a predisporre o aggiornare questi documenti, le linee guida indicano con precisione i contenuti. Un piano di gestione dei rischi, secondo l’impostazione del Regolamento (UE) 2016/2031, è una procedura volontaria di autocontrollo per prevenire e gestire la presenza degli organismi nocivi. Il documento deve includere:
- i dati anagrafici dell’azienda
- gli elementi relativi alla tracciabilità delle piante
- la descrizione dei processi produttivi e della movimentazione delle piante
- l’analisi dei punti critici e delle relative misure di mitigazione
- la definizione dei ruoli del personale e della formazione per il riconoscimento dei sintomi
È un esercizio di mappatura interna che costringe l’azienda a guardare con lucidità ai propri processi: dove nasce il rischio biologico, chi ha il dovere di intervenire e come farlo prima che il problema diventi conclamato.
Il ruolo di Phytoweb

È in questo contesto che Phytoweb, il progetto di ANVE e Agenzia ICE, può rappresentare un supporto operativo concreto. Attraverso la funzione dedicata all’analisi dei rischi connessi agli organismi nocivi, il portale consente alle aziende florovivaistiche di effettuare una valutazione strutturata dei rischi fitosanitari presenti nelle proprie produzioni e di predisporre un piano di gestione del rischio coerente con le caratteristiche del vivaio.
La funzione permette di:
- identificare gli organismi nocivi rilevanti per le specie coltivate
- individuare i punti più critici del processo produttivo
- valutare il livello di rischio associato a ciascun organismo nocivo
- definire misure di autocontrollo e prevenzione
- predisporre un piano di gestione dei rischi documentato e aggiornabile nel tempo
L’obiettivo è rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa e sviluppare una maggiore consapevolezza dei rischi fitosanitari che possono interessare l’azienda, per intervenire prima che si trasformino in un problema concreto.
In un settore in cui l’introduzione accidentale di un organismo nocivo può compromettere intere produzioni e rapporti commerciali, la capacità di analisi e la gestione preventiva del rischio fitosanitario è un valore aggiunto. Phytoweb supporta i vivaisti nella transizione da una gestione reattiva delle emergenze a una cultura della prevenzione.
I due DTU segnano un traguardo importante per il settore, ma il lavoro vero comincia adesso. Le imprese che sapranno trasformare questi documenti in procedure realmente integrate nei propri processi produttivi, e non in un semplice esercizio compilativo, saranno quelle che ne trarranno il massimo beneficio, sia in termini di qualità delle produzioni sia di solidità nei rapporti con i Servizi Fitosanitari e con i mercati di destinazione.
Riferimenti bibliografici e fonti scientifiche
Le informazioni contenute in questo articolo si basano sulla documentazione ufficiale del Servizio Fitosanitario Nazionale e sulle fonti del settore:
- Il Floricultore — “Organismi nocivi e produzioni ornamentali: ecco le tanto attese linee guida del Servizio Fitosanitario Nazionale”, 16 aprile 2026
- Servizio Fitosanitario Nazionale — Documenti Tecnici Ufficiali n. 78 e n. 79: linee guida per la gestione del rischio fitosanitario nelle produzioni ornamentali
- Regolamento (UE) 2016/2031 — Misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, articolo 91
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/827 — Piano efficace per gli organismi nocivi regolamentati, articolo 1, lettera c)
- ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori) — coordinamento tecnico e supporto normativo per i piani di gestione del rischio
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