Quali sono le nuove linee guida per la gestione del rischio fitosanitario per le ornamentali?
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Dalla prevenzione alla risposta operativa con due livelli di intervento
I due documenti affrontano il tema del rischio fitosanitario da prospettive complementari. Da un lato, il Documento tecnico ufficiale (DTU) n. 78 fornisce indicazioni per predisporre il Piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi come strumento preventivo di autocontrollo biologico; dall’altro, il Documento tecnico ufficiale (DTU) n. 79 definisce le procedure da adottare per l’elaborazione del Piano Efficace, da attivare qualora si verifichi il sospetto o la presenza accertata di organismi nocivi regolamentati, per gestire l’emergenza. L’obiettivo è accompagnare le aziende lungo l’intero ciclo di gestione del rischio fitosanitario, favorendo un approccio più organizzato e documentato, in linea con quanto previsto dalla normativa europea.Un risultato raggiunto attraverso il confronto
Le nuove linee guida sono il risultato di un lavoro condiviso che ha coinvolto ANVE, i Servizi Fitosanitari regionali di Marche, Abruzzo, Puglia, Toscana e Sicilia e AIPP (Associazione Italiana per la Protezione delle Piante). Un percorso nato dalla volontà di tradurre le esigenze operative delle imprese in strumenti concreti, capaci di agevolare il dialogo tra aziende e autorità competenti. Per il comparto si tratta di un passaggio significativo, perché introduce criteri comuni e strumenti realmente applicabili che favoriscono maggiore uniformità nell’applicazione delle procedure fitosanitarie.Perché questa novità interessa direttamente i vivaisti?
In un mercato sempre più attento alla tracciabilità e alla sicurezza delle produzioni, la gestione del rischio fitosanitario assume un ruolo che va oltre il semplice rispetto degli obblighi normativi. Disporre di procedure documentate e verificabili permette alle aziende di rafforzare l’affidabilità delle proprie produzioni, migliorare i rapporti con i mercati di destinazione e dimostrare con maggiore efficacia gli standard adottati lungo il processo produttivo.Cosa sono i “Piani di gestione del rischio fitosanitario”?
Secondo quanto stabilito dal Regolamento (UE) 2016/2031, un piano di gestione dei rischi è una procedura volontaria di autocontrollo per aiutare le aziende a prevenire e gestire la presenza degli organismi nocivi. Un esercizio di mappatura interna che mette l’azienda nelle condizioni di valutare lo stato fitosanitario delle proprie produzioni, guardando con lucidità ai propri processi: dove nasce il rischio biologico, chi ha il dovere di intervenire e come farlo prima che diventi un problema.Il supporto digitale di Phytoweb
In questo scenario, strumenti come Phytoweb (un progetto di ANVE e Agenzia ICE) possono agevolare l’applicazione pratica dei nuovi documenti tecnici. La piattaforma consente di effettuare l’analisi dei principali rischi fitosanitari associati alle coltivazioni, permettendo di:- identificare gli organismi nocivi rilevanti per le specie coltivate;
- individuare i punti più critici del processo produttivo;
- valutare il livello di rischio associato a ciascun organismo nocivo;
- definire misure di autocontrollo e prevenzione;
- predisporre un Piano di gestione dei rischi documentato e aggiornabile nel tempo.
Una nuova fase per il florovivaismo
La pubblicazione dei nuovi DTU segna l’inizio di una fase importante per il comparto ornamentale. Le imprese che sapranno trasformare questi documenti in procedure realmente integrate nei propri processi produttivi saranno quelle che ne trarranno il massimo beneficio, sia in termini di qualità delle produzioni, sia di solidità nei rapporti con i Servizi Fitosanitari e con i mercati di destinazione.ULTIME NEWS

Ispezioni fitosanitarie: cosa controllano e come prepararsi
Un lotto di piante arriva al confine e non passa. Non c’è nulla di malato, nessun sintomo evidente, eppure la spedizione si ferma: manca un documento, un’etichetta non è conforme, il vivaio non riesce a dimostrare da dove arriva quel materiale. Il carico viene respinto, in certi casi distrutto, e il costo non è solo quello della merce.

Royalties e nuove varietà: cosa significa tutelare l’innovazione?
Prima di essere riconosciuta e commercializzata, una nuova selezione deve rispondere a specifici requisiti, tra cui distinzione, omogeneità e stabilità, i principi alla base del test DUS.

Regolamento UE 2016/2031: la base normativa del florovivaismo
Quando si parla di fitopatie del florovivaismo italiano, una sola ha attraversato il decennio imponendosi all’attenzione generale: Xylella fastidiosa. Il batterio responsabile del disseccamento rapido dell’olivo ha trasformato un problema tecnico di nicchia in un caso nazionale, con conseguenze economiche pesanti per interi comparti agricoli e vivaistici.