Malattie da quarantena: cosa rischia chi commercia piante
- News
Cosa sono gli organismi da quarantena
Il regolamento (UE) 2016/2031 definisce un organismo nocivo come “da quarantena” quando, rispetto a un determinato territorio, soddisfa alcune condizioni precise:- la sua identità è accertata e chiaramente identificata;
- non è presente in quel territorio o, se presente, non è ampiamente diffuso;
- è in grado di insediarsi e diffondersi nel territorio;
- il suo insediamento e la sua diffusione avrebbero un impatto economico, ambientale o sociale inaccettabile;
- esistono misure di controllo efficaci per prevenire l’ingresso e la diffusione e per mitigarne l’impatto.
Cosa rischia chi non rispetta le prescrizioni
Il quadro sanzionatorio italiano è fissato dal D.Lgs 19/2021, che attua il regolamento europeo. Le sanzioni sono tornate severe e dissuasive:- da 5.000 a 30.000 euro per chi introduce o movimenta organismi nocivi da quarantena senza rispettare le prescrizioni;
- da 1.000 a 6.000 euro per la movimentazione di piante senza passaporto delle piante o con passaporto irregolare.
Le nuove minacce: cosa sta valutando l’EFSA
La sorveglianza europea sugli organismi da quarantena è un lavoro continuo. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, ha completato la valutazione scientifica di 47 organismi da quarantena, individuati come candidati a entrare nell’elenco degli organismi prioritari dell’Unione.
L’EFSA non ha aggiornato l’elenco ufficiale degli organismi prioritari: ha prodotto le valutazioni scientifiche che serviranno alla sua revisione. L’elenco vigente resta quello del regolamento delegato (UE) 2019/1702, che individua venti organismi prioritari.
I dati raccolti, tra cui oltre 220 stime su ritardo di insediamento, tasso di espansione e perdita di resa, alimentano un modello di classificazione del rischio curato dal Joint Research Centre, che supporterà la Commissione europea e gli Stati membri nella revisione dell’elenco vigente.
Tra i 47 organismi valutati figurano specie già note al florovivaismo italiano come Xylella fastidiosa, Popillia japonica (il coleottero giapponese), Anoplophora chinensis e Anoplophora glabripennis (il tarlo asiatico), Bursaphelenchus xylophilus (il nematode del pino), Spodoptera frugiperda e i batteri del genere Candidatus Liberibacter. Accanto a queste, la valutazione comprende insetti, acari, funghi e batteri meno conosciuti ma con un potenziale di diffusione significativo.
Che la lista ufficiale non sia ancora cambiata non riduce il valore dell’informazione. Al contrario: conoscere in anticipo quali organismi sono sotto osservazione permette a un vivaio di orientare la sorveglianza e la scelta delle specie prima che i vincoli diventino obbligatori.
Perché il cambiamento climatico aggrava il rischio
La presenza di organismi nocivi da quarantena e l’insorgenza di specie invasive sono tra le principali cause di degrado degli habitat naturali e agricoli. Le piante infette diventano spesso vettori di propagazione incontrollata, alterano gli equilibri biologici e causano danni alle colture.I cambiamenti climatici aggravano questo quadro: temperature più elevate e variazioni nelle precipitazioni creano condizioni favorevoli alla diffusione di organismi nocivi e fitopatie che prima trovavano barriere ambientali. Un insetto che non sopravviveva all’inverno in una certa area può riuscirci oggi, e questo amplia le zone a rischio. Adattare le pratiche agricole, promuovere varietà resistenti e adottare tecniche di gestione sostenibile sono misure che rispondono a questa evoluzione. Per il vivaista si traducono in una sorveglianza più attenta e in una scelta varietale più consapevole.
Cosa fare se sospetti la presenza di un organismo da quarantena
Di fronte a un sospetto, la tempestività conta più di qualsiasi altra cosa. Gli organismi da quarantena sono regolati da norme severe proprio perché possono causare danni economici e ambientali su scala anche internazionale, e il momento in cui un focolaio è ancora circoscritto è quello in cui è più facile contenerlo.
- Segnalare subito il caso al Servizio Fitosanitario regionale competente. La segnalazione tempestiva attiva i controlli ufficiali e limita l’estensione di un eventuale focolaio. Non è un’ammissione di colpa: è il comportamento previsto dalla normativa.
- Isolare la produzione sospetta, evitando ogni movimentazione del materiale fino all’autorizzazione delle autorità.
- Collaborare con le autorità competenti alle indagini e alle misure di controllo, per prevenire l’insediamento e la diffusione dell’organismo.
Riferimenti e fonti
- EFSA, Priority pests, pagina istituzionale con la valutazione dei 47 organismi da quarantena e i relativi report (efsa.europa.eu/en/topics/priority-pests)
- Regolamento (UE) 2016/2031 del 26 ottobre 2016, misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, definizione di organismo da quarantena (GU L 317 del 23.11.2016)
- Regolamento delegato (UE) 2019/1702, elenco degli organismi nocivi prioritari dell’Unione
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072, elenco degli organismi da quarantena
- Decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 19, norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi, quadro sanzionatorio
ULTIME NEWS

Import di piante nell’UE: controlli, documenti e responsabilità di chi importa
Un carico di piante arriva in dogana da un Paese extra-UE. La merce è sana, l’imballaggio è curato, eppure la partita si ferma: manca un documento, il certificato fitosanitario non copre quella specie, la notifica di arrivo non è stata inviata nei tempi. In quel momento il carico smette di essere solo merce e diventa un rischio normativo, di cui risponde chi lo ha importato.

Il ruolo del vivaista nella sicurezza fitosanitaria della filiera
In un settore come il florovivaismo, dove la circolazione di organismi nocivi, la qualità produttiva e le normative stringenti si incrociano ogni giorno, la sicurezza fitosanitaria non può più essere affrontata come una questione da risolvere quando il problema si presenta. Chi produce piante ornamentali è il primo anello di una filiera lunga, e ciò che parte dal vivaio condiziona tutto quello che viene dopo: distribuzione, rivendita, trapianto, paesaggio.

Ispezioni fitosanitarie: cosa controllano e come prepararsi
Un lotto di piante arriva al confine e non passa. Non c’è nulla di malato, nessun sintomo evidente, eppure la spedizione si ferma: manca un documento, un’etichetta non è conforme, il vivaio non riesce a dimostrare da dove arriva quel materiale. Il carico viene respinto, in certi casi distrutto, e il costo non è solo quello della merce.