Sicurezza delle piante: l’EFSA segnala 47 minacce fitosanitarie emergenti
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- 5 Gennaio 2026
L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha recentemente aggiornato l’elenco degli organismi nocivi prioritari per l’Unione Europea, individuando 47 specie che richiedono attenzione, sorveglianza e misure di quarantena rafforzate.
Questi insetti, batteri, funghi e parassiti potenzialmente invasivi rappresentano un rischio concreto per l’agricoltura, il florovivaismo e gli ecosistemi naturali europei. Se introdotti in territori ancora indenni, tali organismi possono diffondersi rapidamente, causando danni difficili da contenere non solo sul piano produttivo, ma anche ambientale, economico e paesaggistico.
In un contesto del genere, la prevenzione diventa lo strumento più potente: monitoraggio costante, controllo dei flussi di materiale vegetale e aggiornamento delle banche dati non sono più attività facoltative, ma obblighi indispensabili.
Per questo, dal 2022, un gruppo di oltre 130 esperti si è occupato dell’analisi dell’impatto potenziale di questi 47 organismi, compresi i 20 già presenti nell’elenco UE degli organismi prioritari, valutandone la capacità di diffusione e le possibili conseguenze su agricoltura, biodiversità e silvicoltura. Lo studio si è basato su oltre 220 stime relative a perdite di resa e tassi di espansione, fornendo all’UE una base scientifica solida per l’aggiornamento dell’elenco ufficiale degli organismi nocivi prioritari e il rafforzamento delle politiche fitosanitarie, al fine di prevenire nuove emergenze. Tra i 47 organismi individuati troviamo:
- Acleris minuta and Acleris semipurpurana
- Agrilus anxius
- Agrilus planipennis
- Anastrepha ludens
- Anoplophora chinensis
- Anoplophora glabripennis
- Anthonomus eugenii
- Aromia bungii
- Arrhenodes minutus
- Bactericera cockerelli
- Bactrocera dorsalis
- Bactrocera zonata
- Bretziella fagacearum
- Bursaphelenchus xylophilus
- Candidatus Liberibacter spp.
- Choristoneura fumiferana and Choristoneura parallela
- Conotrachelus nenuphar
- Dendrolimus sibiricus
- Diabrotica undecimpunctata howardi
- Diabrotica virgifera zeae
- Grapevine flavescence dorée phytoplasma
- Helicoverpa zea
- Keiferia lycopersicella
- Listronotus bonariensis
- Nepovirus myrtilli (Blueberry leaf mottle virus)
- Phyllosticta citricarpa
- Phymatotrichopsis omnivora
- Pissodes spp. (P. nemorensis, P. nitidus, P. strobi, P. terminalis, P. yunnanensis)
- Polygraphus proximus
- Popillia japonica
- Porphyrophora tritici
- Prodiplosis longifila
- Pseudocercospora pini-densiflorae
- Ralstonia pseudosolanacearum
- Rhagoletis pomonella
- Spodoptera frugiperda
- Spodoptera litura
- Thaumatotibia leucotreta
- Thrips palmi
- Xanthomonas citri
Per il florovivaismo italiano, fortemente orientato all’export, questo aggiornamento rappresenta un segnale chiaro. Movimentazioni internazionali errate, adempimenti documentali trascurati e organismi nocivi non rilevati espongono le aziende a rischi crescenti.
In uno scenario del genere, conoscere le specie presenti nelle liste ufficiali, identificare precocemente eventuali infestazioni e adottare procedure conformi alle normative europee consente di tutelare al meglio le proprie produzioni. È qui che strumenti digitali come Phytoweb assumono un ruolo centrale, supportando operatori e professionisti del verde nella prevenzione e gestione del rischio fitosanitario. La piattaforma consente di:
- Accedere a normative europee e nazionali sempre aggiornate;
- Effettuare analisi dei rischi mirate sulle proprie produzioni;
- Gestire documentazioni ufficiali come il passaporto delle piante in modo semplice e integrato.
Questo approccio permette alle aziende di pianificare esportazioni sicure, ridurre il rischio di introduzione di specie invasive e trasformare l’adempimento normativo in un vantaggio competitivo.
L’inserimento di questi 47 organismi nocivi nella lista UE non è solo un aggiornamento tecnico: è un richiamo alla responsabilità condivisa. In un mercato globale interconnesso, conoscenza e prevenzione sono ormai elementi chiave per garantire continuità produttiva, tutela ambientale e credibilità internazionale.
Per il florovivaismo del futuro, essere informati, proattivi e preparati non è più un’opzione: è la condizione necessaria per crescere in modo sicuro e sostenibile.
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