Sicurezza delle piante: l’EFSA segnala 47 minacce fitosanitarie emergenti

L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha recentemente aggiornato l’elenco degli organismi nocivi prioritari per l’Unione Europea, individuando 47 specie che richiedono attenzione, sorveglianza e misure di quarantena rafforzate.

Questi insetti, batteri, funghi e parassiti potenzialmente invasivi rappresentano un rischio concreto per l’agricoltura, il florovivaismo e gli ecosistemi naturali europei. Se introdotti in territori ancora indenni, tali organismi possono diffondersi rapidamente, causando danni difficili da contenere non solo sul piano produttivo, ma anche ambientale, economico e paesaggistico.

In un contesto del genere, la prevenzione diventa lo strumento più potente: monitoraggio costante, controllo dei flussi di materiale vegetale e aggiornamento delle banche dati non sono più attività facoltative, ma obblighi indispensabili.

Per questo, dal 2022, un gruppo di oltre 130 esperti si è occupato dell’analisi dell’impatto potenziale di questi 47 organismi, compresi i 20 già presenti nell’elenco UE degli organismi prioritari, valutandone la capacità di diffusione e le possibili conseguenze su agricoltura, biodiversità e silvicoltura. Lo studio si è basato su oltre 220 stime relative a perdite di resa e tassi di espansione, fornendo all’UE una base scientifica solida per l’aggiornamento dell’elenco ufficiale degli organismi nocivi prioritari e il rafforzamento delle politiche fitosanitarie, al fine di prevenire nuove emergenze. Tra i 47 organismi individuati troviamo:

  • Acleris minuta and Acleris semipurpurana
  • Agrilus anxius
  • Agrilus planipennis
  • Anastrepha ludens
  • Anoplophora chinensis
  • Anoplophora glabripennis
  • Anthonomus eugenii
  • Aromia bungii
  • Arrhenodes minutus
  • Bactericera cockerelli
  • Bactrocera dorsalis
  • Bactrocera zonata
  • Bretziella fagacearum
  • Bursaphelenchus xylophilus
  • Candidatus Liberibacter spp.
  • Choristoneura fumiferana and Choristoneura parallela
  • Conotrachelus nenuphar
  • Dendrolimus sibiricus
  • Diabrotica undecimpunctata howardi
  • Diabrotica virgifera zeae
  • Grapevine flavescence dorée phytoplasma
  • Helicoverpa zea
  • Keiferia lycopersicella
  • Listronotus bonariensis
  • Nepovirus myrtilli (Blueberry leaf mottle virus)
  • Phyllosticta citricarpa
  • Phymatotrichopsis omnivora
  • Pissodes spp. (P. nemorensis, P. nitidus, P. strobi, P. terminalis, P. yunnanensis)
  • Polygraphus proximus
  • Popillia japonica
  • Porphyrophora tritici
  • Prodiplosis longifila
  • Pseudocercospora pini-densiflorae
  • Ralstonia pseudosolanacearum
  • Rhagoletis pomonella
  • Spodoptera frugiperda
  • Spodoptera litura
  • Thaumatotibia leucotreta
  • Thrips palmi
  • Xanthomonas citri

Per il florovivaismo italiano, fortemente orientato all’export, questo aggiornamento rappresenta un segnale chiaro. Movimentazioni internazionali errate, adempimenti documentali trascurati e organismi nocivi non rilevati espongono le aziende a rischi crescenti.

In uno scenario del genere, conoscere le specie presenti nelle liste ufficiali, identificare precocemente eventuali infestazioni e adottare procedure conformi alle normative europee consente di tutelare al meglio le proprie produzioni. È qui che strumenti digitali come Phytoweb assumono un ruolo centrale, supportando operatori e professionisti del verde nella prevenzione e gestione del rischio fitosanitario. La piattaforma consente di:

  • Accedere a normative europee e nazionali sempre aggiornate;
  • Effettuare analisi dei rischi mirate sulle proprie produzioni;
  • Gestire documentazioni ufficiali come il passaporto delle piante in modo semplice e integrato.

Questo approccio permette alle aziende di pianificare esportazioni sicure, ridurre il rischio di introduzione di specie invasive e trasformare l’adempimento normativo in un vantaggio competitivo.

L’inserimento di questi 47 organismi nocivi nella lista UE non è solo un aggiornamento tecnico: è un richiamo alla responsabilità condivisa. In un mercato globale interconnesso, conoscenza e prevenzione sono ormai elementi chiave per garantire continuità produttiva, tutela ambientale e credibilità internazionale.

Per il florovivaismo del futuro, essere informati, proattivi e preparati non è più un’opzione: è la condizione necessaria per crescere in modo sicuro e sostenibile.

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