Come ottenere il passaporto delle piante: guida pratica per il vivaista

Come ottenere il passaporto delle piante: guida pratica per il vivaista
Il passaporto delle piante è un’etichetta obbligatoria per chi commercia e movimenta vegetali all’interno dell’Unione Europea. Non è una formalità in più: è lo strumento che garantisce tracciabilità e indennità da organismi nocivi, e la sua assenza può bloccare partite di merce e comportare sanzioni. Per il vivaista, ottenerlo e gestirlo correttamente significa operare in conformità senza sorprese.

Cos’è il passaporto delle piante

guida per ottenere il passaporto digitale delle piante
Il passaporto delle piante è un’etichetta ufficiale che accompagna piante, prodotti vegetali e altri oggetti negli spostamenti all’interno del territorio dell’Unione
Attesta tre cose:
  • le piante sono indenni da determinati organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione;
  • sono rispettate le disposizioni sugli organismi regolamentati non da quarantena (RNQP) rilevanti per le piante da impianto;
  • sono rispettate le eventuali prescrizioni di spostamento stabilite dall’autorità competente.
Nel caso di introduzione o spostamento in una zona protetta, il passaporto deve attestare anche l’indennità dal rispettivo organismo nocivo da quarantena rilevante per quella zona. Nel nuovo regime il passaporto non va più riportato sui documenti di accompagnamento (fatture, bolle di consegna): è l’etichetta che deve figurare sulla singola unità di vendita.

Quali piante e prodotti lo richiedono

L’obbligo riguarda le piante da impianto, i prodotti vegetali e gli altri oggetti elencati nell’Allegato XIII del regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072 per gli spostamenti nel territorio dell’Unione (passaporto PP). Per le zone protette, l’elenco è invece quello degli Allegati IX e XIV dello stesso regolamento (passaporto ZP).

Le informazioni riportate sul passaporto

Il formato è standardizzato in modo da essere riconoscibile e leggibile ovunque nell’UE. Il passaporto è di norma quadrato o rettangolare e presenta:
  • in alto a sinistra, la bandiera dell’Unione europea;
  • in alto a destra, le parole «passaporto delle piante»;
  • la lettera A seguita dal nome botanico della specie;
  • la lettera B seguita dal codice ISO dello Stato membro del produttore, un trattino e il numero di registrazione fitosanitaria dell’operatore professionale;
  • la lettera C seguita dal codice di tracciabilità della pianta, che può essere integrato da un QR code, un ologramma, un chip o un altro supporto dati;
  • la lettera D seguita dal codice ISO del paese di origine o di produzione.
Un passaporto può essere emesso solo per vegetali indenni da organismi nocivi: la sua emissione è quindi anche una verifica della conformità della produzione.

Chi può emetterlo e come ottenere l’autorizzazione

passaporto digitale delle piante
Il passaporto non si acquista e non si stampa autonomamente: lo emette l’operatore professionale autorizzato. Per diventarlo servono due passaggi:
  1. Registrazione nel Registro Operatori Professionali (RUOP). Chiunque produca o commercializzi piante a scopo professionale deve risultare registrato. La registrazione è propedeutica a tutto il resto.
  2. Autorizzazione al rilascio del passaporto da parte del Servizio Fitosanitario competente per il centro aziendale. La domanda si presenta secondo la modulistica prevista dal Servizio Fitosanitario Nazionale.
I passaporti emessi devono essere conformi ai modelli dell’Allegato del regolamento (UE) 2017/2313:
  • le Parti A e B valgono per piante, materiali di moltiplicazione e sementi non certificati;
  • le Parti C e D valgono per i materiali pre-base, base e certificato, dove il passaporto PP/ZP è combinato con il cartellino o l’etichetta di certificazione.
Per i comparti più regolati esistono note tecniche operative specifiche (fruttiferi, sementi, vite) che dettagliano come predisporre la documentazione.

Passi operativi in sintesi

  1. Verifica l’obbligo: controlla se le specie che coltivi o commerci rientrano nell’Allegato XIII del Reg. (UE) 2019/2072.
  2. Registrati al RUOP se non sei ancora registrato come operatore professionale.
  3. Presenta la domanda di autorizzazione al rilascio del passaporto al Servizio Fitosanitario competente, con la modulistica prevista.
  4. Predisponi i modelli conformi all’Allegato del Reg. (UE) 2017/2313 (Parti A/B o C/D a seconda del materiale).
  5. Emissione: apponi il passaporto su ogni unità di vendita con tutti gli elementi previsti (A, B, C, D), nel formato PP o ZP.
  6. Conserva e aggiorna: la tracciabilità è continua; ogni nuova produzione va ricondotta alla conformità dichiarata.

Riferimenti e fonti

  • Servizio Fitosanitario Nazionale (protezionedellepiante.it) – passaporto delle piante: RUOP, autorizzazione al rilascio, modelli Reg. (UE) 2017/2313, note tecniche operative
  • EFSA – PlantHealth4Life – passaporto delle piante: cos’è, obbligo, elementi A-D, tracciabilità
  • Regione Lombardia – Servizio Fitosanitario Regionale – passaporto delle piante: definizione, Allegati XIII/XIV Reg. (UE) 2019/2072, casi di esenzione
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072 — elenco delle piante soggette a passaporto PP e ZP
  • Regolamento (UE) 2017/2313 – modelli di passaporto delle piante

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