Import di piante nell’UE: controlli, documenti e responsabilità di chi importa

Un carico di piante arriva in dogana da un Paese extra-UE. La merce è sana, l’imballaggio è curato, eppure la partita si ferma: manca un documento, il certificato fitosanitario non copre quella specie, la notifica di arrivo non è stata inviata nei tempi. In quel momento il carico smette di essere solo merce e diventa un rischio normativo, di cui risponde chi lo ha importato.
Il ruolo del vivaista nella sicurezza fitosanitaria della filiera

In un settore come il florovivaismo, dove la circolazione di organismi nocivi, la qualità produttiva e le normative stringenti si incrociano ogni giorno, la sicurezza fitosanitaria non può più essere affrontata come una questione da risolvere quando il problema si presenta. Chi produce piante ornamentali è il primo anello di una filiera lunga, e ciò che parte dal vivaio condiziona tutto quello che viene dopo: distribuzione, rivendita, trapianto, paesaggio.
Ispezioni fitosanitarie: cosa controllano e come prepararsi

Un lotto di piante arriva al confine e non passa. Non c’è nulla di malato, nessun sintomo evidente, eppure la spedizione si ferma: manca un documento, un’etichetta non è conforme, il vivaio non riesce a dimostrare da dove arriva quel materiale. Il carico viene respinto, in certi casi distrutto, e il costo non è solo quello della merce.
Royalties e nuove varietà: cosa significa tutelare l’innovazione?

Prima di essere riconosciuta e commercializzata, una nuova selezione deve rispondere a specifici requisiti, tra cui distinzione, omogeneità e stabilità, i principi alla base del test DUS.
Regolamento UE 2016/2031: la base normativa del florovivaismo

Quando si parla di fitopatie del florovivaismo italiano, una sola ha attraversato il decennio imponendosi all’attenzione generale: Xylella fastidiosa. Il batterio responsabile del disseccamento rapido dell’olivo ha trasformato un problema tecnico di nicchia in un caso nazionale, con conseguenze economiche pesanti per interi comparti agricoli e vivaistici.
Fitopatie emergenti nel florovivaismo: cosa tenere d’occhio

Il florovivaismo è uno dei settori più esposti alla comparsa di nuove minacce fitosanitarie.
La circolazione internazionale del materiale vegetale, l’intensificarsi degli scambi e un clima in trasformazione stanno favorendo l’arrivo e la diffusione di organismi che fino a pochi anni fa non facevano parte del paesaggio produttivo europeo. Insetti, batteri, funghi e nematodi viaggiano insieme alle piante, trovano ospiti suscettibili e condizioni climatiche sempre più favorevoli, e possono trasformarsi rapidamente da segnalazione rara a emergenza concreta.
Come ottenere il passaporto delle piante: guida pratica per il vivaista

Il passaporto delle piante è un’etichetta obbligatoria per chi commercia e movimenta vegetali all’interno dell’Unione Europea. Non è una formalità in più: è lo strumento che garantisce tracciabilità e indennità da organismi nocivi, e la sua assenza può bloccare partite di merce e comportare sanzioni. Per il vivaista, ottenerlo e gestirlo correttamente significa operare in conformità senza sorprese.
Xylella fastidiosa: stato dell’arte e misure di contenimento

Quando si parla di fitopatie del florovivaismo italiano, una sola ha attraversato il decennio imponendosi all’attenzione generale: Xylella fastidiosa. Il batterio responsabile del disseccamento rapido dell’olivo ha trasformato un problema tecnico di nicchia in un caso nazionale, con conseguenze economiche pesanti per interi comparti agricoli e vivaistici.
Ornamentali, tra usi minori e innovazione: come evolve la difesa fitosanitaria

Nel florovivaismo, la qualità di una pianta passa inevitabilmente dalla sua salute fitosanitaria.
Un aspetto tutt’altro che semplice da gestire, all’interno di un comparto caratterizzato da un’elevata varietà di specie e da un numero limitato di strumenti disponibili per la difesa.
Phytoweb: il portale che supporta i vivaisti nella compliance normativa

Il florovivaismo italiano è un pilastro dell’agricoltura nazionale, con una tradizione consolidata e un livello qualitativo che lo rende una delle eccellenze italiane più riconosciute a livello mondiale. Nel 2024 il settore ha raggiunto il massimo storico di oltre 3 miliardi di euro, un risultato sostenuto in modo significativo dalla forza dell’export. Alla base di questo successo c’è il lavoro delle 19.000 imprese impegnate nella produzione di piante e fiori, operative su una superficie di 30mila ettari.